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Ad Anna Santoliquido la Laurea Apollinaris Poetica 2017

Nei giorni scorsi la premiazione all'Università Pontificia Salesiana di Roma

25/03/2017, 10:45 | Arte e Cultura
Anna Santoliquido legge la sua Lectio Magistralis sulla poesia

Presso l’Aula Magna della Facoltà di Scienza della comunicazione sociale dell’Ateneo Pontificio Salesiano di Roma, si è svolta recentemente la cerimonia del conferimento alla poeta  Anna Santoliquido della Laurea Apollinaris Poetica 2017, premio alla carriera per i migliori poeti italiani viventi, alla presenza della Giuria composta da Neria De Giovanni, saggista e Presidente dell'Associazione Internazionale dei Critici Letterari, Giusi Saja, attrice e docente presso l'Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D'Amico” e presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale dell’Università Pontificia Salesiana, Cristiana Freni, docente di Filosofia del Linguaggio, di Estetica e di Letteratura moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia dell’UPS, Mauro Mantovani, Rettore Magnifico dell’Università Pontificia Salesiana, e dal Presidente Orazio Antonio Bologna, docente di Letteratura latina e Metrica latina e greca presso la Facoltà di Lettere Cristiane e Classiche dell’UPS.

Alla cerimonia erano presenti gli Ambasciatori di Italia e di Polonia presso la Santa Sede Dott. Daniele Mancini e Dott. Janusz Kotański. Inoltre sono intervenuti il Dott. Carmine Miranda Castelgrande a nome del Consiglio Regionale della Basilicata e Francesco Mastrandrea per l’Amministrazione Comunale di Forenza.

Nel corso della manifestazione è stato letto un messaggio del Sindaco di Bari Antonio Decaro. Era presente Laura De Luca giornalista di Radio Vaticana.

La Laurea Apollinaris Poetica ha visto negli anni premiati, tra gli altri, Paola Lucarini di Firenze, Davide Rondoni di Bologna, Pasquale Balestriere di Napoli.

Qui di seguito la Motivazione della Laurea Apollinaris Poetica alla lucana Anna Santoliquido.

Fin dalle prime sillogi, “I figli della terra” (1981),  “Decodificazione” (1986) , “Ofiura” (1987), l’occhio poetante di Anna Santoliquido è sempre e soprattutto un occhio femminile, che non si auto ghettizza né si isola dalla problematicità del vivere sociale, ma affronta il vivere comune tenendo fede al proprio essere sessuato che guarda il mondo, appunto con occhi di donna.
Vanno dunque di pari passo il suo impegno associativo con il movimento internazionale “Donne e poesia” da lei fondato a Bari e l’infaticabile opera di scrittrice e divulgatrice di poesia.
Se il principio di individuazione del femminile è l’eros, inteso come capacità di costruire rapporti, questo è l’atteggiamento psicologico-esistenziale di Anna Santoliquido, intellettuale donna, nel suo lavoro incessante per unire, grazie alla poesia e alla cultura, le due sponde dell’Adriatico, l’italiana e quella dell’area balcanica dell’ex jugoslavia.
In questa visione complessiva di “aprire varchi”, sono da leggere sia le sue raccolte contro la guerra e la disumana distruzione di una civiltà, “Città fucilata” (Belgrado e dintorni), o le recenti, accorate poesie in difesa del mondo animale e della natura in genere; sia la sempre più febbrile attività di traduzione dei propri libri nelle lingue d’oltre Adriatico.
Anche le poete balcaniche rese note in Italia attraverso la sua Associazione  e le sue riviste, fanno parte di un tale lavoro culturale in cui Anna Santoliquido si riconosce “donna del nostro tempo”.
Il fatto singolarmente importante nello sviluppo dell’opera di Anna Santoliquido è che non si è mai sentita intrappolata da un cliché culturale né stilistico: ecco “Nei veli di settembre” dedicato a suo figlio, in cui la voce poetica si lascia per un attimo alle spalle l’impegno sociale, il coinvolgimento sentimentale, e fa vivere appieno la tenerezza, l’apprensione, la saggezza di una madre; con “La ballerina sui tetti” sperimenta testi per bambini; la pièce “Il Battista” la vede cimentarsi con il teatro; “Versi a Teocrito” con traduzione in Greco Inglese Tedesco Russo (Bari, 2015) è un poemetto dove la Magna Grecia delle origini della sua terra, trova la sua personificazione in un credo culturale che proviene da lontano, da molto lontano…
Da  “Trasfigurazione” (1992), magico e cosmologico, a “Rea confessa” (1996) di un io poetico che abbraccia la denuncia sociale, a “Nei cristalli del tempo – poesie per Genzano (2015) è sempre Anna Santoliquido che dispiega il suo sguardo a trecentosessanta gradi sull’universo mondo, al di fuori di noi e dentro il nostro animo, la nostra memoria e la nostra sensibilità.
Lei, donna del Sud, che unisce le montagne del Montenegro alle acque del porto di Bari, porta la sua complessità tra le nebbie di Londra, arricchendosi dell’inglese, una lingua e cultura del Nord, senza tradire la sua originaria luminosità mediterranea.
Dall’andamento strofico di sapore ungarettiano, delle prime prove, il verso della Santoliquido si dispiega e si dipana fino al respiro del poemetto. Ma “il parlar figurato”, la metafora, le sinestesie, le anafore/catafore, ecc., sono essenziali per piegare il pensiero connotativo di una poesia che sa accompagnare la nostra evoluzione con sguardo di donna.
Di donna del Sud.  Ed ora anche dell’Albo d’oro della Laurea Apollinaris Poetica.


 

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