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Il Bagutta 2017 a "Madre d’inverno" di Vivian Lamarque, di Neria De Giovanni

Già Premio Alghero donna nel 1996, Vivian Lamarque riceverà il Premio Bagutta nel ristorante milanese di Filippo la Mantia

17/02/2017, 15:47 | Arte e Cultura

Il 26 febbraio prossimo il famoso cuoco Filippo la Mantia porterà nel suo ristorante di Milano la tradizionale cena durante la quale si consegna il Premio Bagutta.

Il Premio prende il nome dalla via Bagutta dove c’era la trattoria toscana di Alberto Pepori scoperta dallo scrittore Riccardo Bacchelli, che era frequentata da diversi uomini di lettere. Istituito l’11 novembre del 1926 il Premio Bagutta dopo che la storica trattoria sfortunatamente è stata costretta a chiudere, in questo 2017 troverà dunque la sua nuova sede nel ristorante di Filippo la Mantia.

Quasi a sorpresa il Premio è andato a Vivian Lamarque per il libro di poesie: Madre d’inverno (Mondadori 2016) pubblicato nella altrettanto storica collana de Lo Specchio.

La giuria del premio è presieduta da Isabella Bossi Fredigotti ed è composta da Rosellina Archinto, Silvia Ballestra, Eva Cantarella, Pietro Cheli, Elio Franzini, Umberto Galimberti, Piero Gelli, Andrea Kerbaker, Ranieri Polese, Elena Pontiggia, Enzo Restagno, Mario Santagostini, Valeria Vantaggi e Orio Vergani.

Questa nutritissima commissione ha scelto la fedeltà alla poesia di una scrittrice che da anni sembrava aver lasciato la strada del verso per dedicarsi a libri per ragazzi.

Madre d’inverno è una silloge con già nel titolo la centralità della figura materna, della sua condizione meravigliosa e inguaribile e della sua drammatica perdita.
Ecco una delle splendide poesie della raccolta:

L’età

A delle persone chiedevo di indovinare
quanti anni avevi come facevo sempre
per meravigliarli che erano quasi cento.
Ma nessuno questa volta voleva rispondere
non capivo perché suggerivo ma loro zitti
bocche cucite su vi aiuto io sono molto più
di ottanta, dite un numero rispondono sempre
tutti perché voi tacete? chiedevo ostinata
nel sogno, non capivo, io. Ma lui il sogno
sì, lui lo sapeva che non l’hanno più l’età,
i morti.

Il verso di Vivian Lamarque è raffinato e quotidiano al tempo stesso, riconcilia molti lettori con la  funzione stessa della poesia che è quella di comunicare sensazioni, emozioni, riflessioni da condividere.

Vivian Lamarque, nata a Tesero, in provincia di Trento, ma da tempo adottata da Milano, dove ha insegnato italiano agli stranieri e letteratura in istituti privati. Ha pubblicato Teresino (1981), Il signore d'oro (1986), Poesie dando del lei (1989), Il signore degli spaventati (1992), Una quieta polvere (1996). Nel 2002 la sua opera poetica è stata raccolta nell'Oscar Poesie 1972-2002. Successivamente ha pubblicato Poesie per un gatto (2007), La gentilèssa (2009). E' autrice di una quarantina di fiabe tradotte in varie lingue. Ha tradotto, tra gli altri, Valéry, Baudelaire, La Fontaine. Nel 2013 è uscito Gentilmente Milano, antologia di articoli pubblicati sul «Corriere della Sera».

Nel 1996  ha ricevuto il Premio Nazionale di letteratura e giornalismo Alghero donna per la sezione Poesia.

Neria De Giovanni
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