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La città del sole: un'utopia da riscoprire, di Elvia Franco

28/08/2019, 10:49 | Arte e Cultura

Nell' immaginazione filosofica di Tommaso Campanella (1568- 1639) la città del sole è a forma circolare situata su un colle. È circondata da sette mura sulle quali sono dipinte tutte le sfumature delle conoscenze umane: geometria, matematica, chimica, geologia, geografia, poi la flora acquatica e terrestre, con la descrizione delle erbe e delle loro proprietà curative, la fauna, tutti i lavori umani, i riti , le feste, le tradizioni dei popoli, ecc...
 

Il popolo "solare "non crede all'inferno o qualunque punizione divina, ma pensa che esista l'anima e che sia immortale. I "solari" onorano non solo Gesù, ma anche Osiride, Zeus, Mosè e Maometto, insomma coloro che hanno dato un contributo di elevazione alla specie umana. Guardano con simpatia anche all'astrologia.

Nella città del sole, gli abitanti lavorano per sole quattro ore al giorno e sono in grado di lavorare sia in modo intellettuale che pratico per tutta la durata delle quattro ore. Il resto del tempo viene impiegato in attività giocose, però finalizzate al sapere. L'educazione dei bambini si basa sull' ”imparare giocando”. I bambini sono stimolati ad ammirare le mura della città dove è rappresentato tutto il sapere, così loro stessi vengono a intuire verso quali attività sono inclinati. Attraverso le immagini raffigurate nelle mura e i libri che vi sono scolpiti, i bambini acquisiscono ben presto un sapere vasto e ricco. La scuola non si svolge al chiuso perché ai ragazzi non deve essere imposta l'istruzione.
 

Nella città del Sole, i "solari" rifuggono dalle guerre e gli egoismi non allettano gli animi.
I "solari" seguono minuziosamente delle regole dietetiche e i loro pasti sono composti da carne, frutta e minestre a seconda del loro lavoro.

 

Durante il giorno i cittadini possono indossare solo indumenti di colore bianco e di notte solo di colore rosso, mentre il nero è vietato.
Questi sono alcuni elementi della vita nella Città del Sole.
Una vita regolamentata e controllata, povera di viva spontaneità, è la critica.
Ma noi su questo abbiamo ben poco da dire. Noi che abbiamo le telecamere dietro ogni portone. E quanto alla nostra viva spontaneità, è ultracontrollata dalle ferree leggi del consumismo, della competizione sfrenata e dalla tecnicizzazione di ogni aspetto della nostra esistenza.

 

La città del Sole è una favola filosofica di slargo e di respiro. È una preziosissima fola che sprigiona le energie e le speranze che furono del Rinascimento.
Rinascimento, nuovo Rinascimento, oggi necessarissimo.

ELVIA FRANCO
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