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La bianca scrittura di Maria Rosa Cutrufelli, di Neria De Giovanni

04/10/2018, 10:36 | Arte e Cultura

Avrei voluto scrivere io un libro come questo ultimo di Maria Rosa Cutrufelli,Scrivere con l’inchiostro bianco” (Iacobelli editore).
 

Intenso, accurato, approfondito, poetico e didattico insieme.
 

Non posso dire, come a volte sbrigativamente si fa, che l’ho letto tutto di un fiato… No, ma ne ho invece assaporato ogni pagina, riflettendo a volte, a volte mi facevo rapire dalle emozioni. Altalena tra la conoscenza e la cultura di me come lettrice che incontra l’autrice, e l’evocazione e la poesia di miti lontani che riaffiorano nella coscienza di me come lettrice grazie alla sensibilità e bravura dell’autrice.
 

Maria Rosa Cutrufelli usa una modalità di scrittura che ritrovo in altre esperienze narrative, ma qui, in quest’ultimo libro, è esplicitata.
Si inizia con un riferimento al presente-vissuto della scrittrice che dice “io”. Si continua immergendosi in un universo di segni e persone che risalgono dal pozzo profondo del mito, Persefone, Antigone.
Poi si approfondiscono le ragioni culturali e biografiche di Gaspara Stampa attraverso l’originale ricordo e lavoro della sorella Cassandra, arrivando fino alla scrittura siciliana della Cutrufelli che scopre le ragioni di una mafiosa, la Tina del romanzo “Canto al deserto”.
Infine chiude una narrazione critica che esplora le motivazioni dell’autobiografia o meglio del memoir nella “casa della differenza” delle donne che scrivono.
In tutto il libro la Cutrufelli non solo non si nasconde ma guida “personalmente” il suo lettore- la sua lettrice- in un percorso molto affascinante.

Davanti a “Scrivere con l’inchiostro bianco” ho pensato subito al latte, al latte materno, perché la scrittura della Cutrufelli si può ormai considerare come quella di una grande madre delle nostre lettere. Lascio alle lettrici-lettori scoprire invece la decifrazione vera di questo titolo che risale a Roland Barthes ne “Il grado zero della scrittura”.
 

Ripeto, è un libro che avrei voluto scrivere io: la doppia interpretazione del destino di Antigone; il rapporto sororale di Cassandra con Gaspara Stampa e il districare l’intricata matassa della scrittura femminile e/o maschile, basterebbero a fare di questo proprio un piccolo capolavoro!

NERIA DE GIOVANNI
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