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Con Regina, cercatrice di corallo, tris di donne per Vanessa Roggeri, di Neria De Giovanni

07/05/2018, 10:25 | Arte e Cultura

Regina arriva terza dopo  le protagoniste dei  due romanzi di Vanessa Roggeri che hanno preceduto “La cercatrice di corallo”. Infatti  Iannetta in “Il cuore selvatico del ginepro” e  Nora in “Fiore di fulmine”  sono le indimenticabile giovani donne che hanno conquistato molti lettori e molte lettrici affacciandosi  entrambe da una terra, la Sardegna, che ha ancora molti segreti da svelare.
Certamente segreti nasconde il mare che bagna le coste di Alghero e della Riviera del corallo e a sud quelle dell’isoletta di san Pietro. 

Anche Regina, come le sue sorelle dei romanzi precedenti, è una creatura quasi fatata, magica, che attraversa il mondo degli adulti elargendo i doni del suo essere speciale.
La cercatrice di corallo” è un romanzo complesso, utilizza la struttura d’intreccio del romanzo di formazione, in quanto segue lo sviluppo biografico e psicologico della protagonista, Regina, ma insieme  utilizza anche le formule narrative più complesse, come quella delle “esche” diegetiche che incuriosiscono il lettore e ne mettono alla prova l’acume e la sensibilità.

Due mondi contrapposti si fronteggiano e descrivono umanità e luoghi tipici della Sardegna: la Sardegna marina dei pescatori di corallo da Alghero a Bosa a San Pietro; la Sardegna dell’interno, dura e selvaggia che ben ospita la grotta con il guano di pipistrello di Borutta, a sessanta  chilometri  da Alghero.

Il romanzo è ben costruito su vari livelli ma sempre con coppie oppositive. Il luogo, mare VS montagna, profondità degli abissi VS profondità della terra; ma anche coppie oppositive di personaggi. Ad iniziare dalle donne: certamente Regina la figlia naturale dl corallaro Felice Derosas , cui si oppone Dolores la vedova del cugino del corallaro, che abita a Borutta e  all’inizio della storia vuole  vendicarsi di chi non ha avuto pietà della sua miseria, ma poi alla fine del romanzo si riscatta perché anche il lettore capisce che la sua è la forza disperata di chi deve  difendere  la sopravvivenza degli otto figli, costi quello che costi.

Ancora: accanto a  Regina c’è Venturino   un vecchio corallaro che aiuta e consiglia il padre Fortunato Derosas che si macchia di un terribile peccato nell’illusione di tenere preso di sé sempre la figlia Regina; anche Dolores ha accanto un fido collaboratore, Josto,  che l’assiste e sorregge per l’ impresa finanziaria grazie alla quale diventerà un imprenditrice di successo.

Achille, secondogenito di Dolores, per destino si innamora di Regina, la figlia del nemico della madre che invece, seguendo i di lei ordini, avrebbe dovuto disonorare.
In questo romanzo Vanessa Roggeri non ha dimenticato l’aura di magia e di creatività fantastica che ha accompagnato anche le altre storie prima della ”Cercatrice di corallo”.
Poesia e magia emanano le scene dell’inabissarsi di Regina alla ricerca del mitico corallo bianco, magia e poesia nella scena dello svenimento in mare per  mancanza di ossigeno in cui Regina rischia la morte.

Regina ha un dono: il corallo le parla dalle profondità degli abissi e la chiama, vuole essere trovato da lei e lei lo raggiunge con la forza della sua gioventù e dei suoi …polmoni in apnea!

Mi è piaciuto come la Roggeri affronta il monologo interiore proponendo un corsivo che evidenzia il pensiero muto e inespresso di tanti personaggi. Ma soprattutto le azioni sono simbolo di qualche cosa di più profondo e il termine-concetto di “ profondità” ben sintetizza  questo romanzo: il corallo è nelle profondità marine; il guano, ricchezza insperata di Dolores, è nelle profondità della caverna; nella profondità del cuore si cela l’odio e di Dolores che i scioglie alla fine in un dono; nella profondità di un muro è celato il tesoro di cultura  e di libri che diventa l’eredità che Achille lascia a Regina ed alla loro figlia cresciuta nella profondità del ventre materno.

La passione di Vanessa per i libri si è materializzata nella suggestiva  invenzione della biblioteca murata che poi diventa mobile, si sposta  per arrivare fino a Regina.
In molte dichiarazioni Vanessa Roggeri ha richiamato il nome della grande madre della scrittura femminile, e non solo, Grazia Deledda. Tra le tante lezioni che possono provenirle da lei, mi pare ci sia la precisione e l’accuratezza con cui la Roggeri descrivere alcune pratiche di lavoro che sarebbero potute risultare noiosamente didascaliche. Per esempio la speciale pesca del corallo, l’uso di una “croce” con cui raschiare il fondo marino; oppure la nominazione di insetti , pesci e piante che vengono elencati non come nomi generici ma con il loro nome specifico.

La “Cercatrice di corallo” risulta un mix ben dosato tra fantasia, magìa, potenza surreale e realissimi rapporti familiari, economici storicamente concreati in un periodo che va dal 1919 al 1931.
La storia d’amore tra Regina ed Achille poteva avere un finale “rosa”, o “rosso” come il corallo delle profondità marine, ma Vanessa Roggeri ci fa racconta la vita vera, che la vita è anche dolore, attesa e sacrificio. Non solo mistero.
Ma misteriosa è la prossima tappa della narrativa di Vanessa, sempre ambientato in Sardegna, una Sardegna non oleografica né identitaria superficialmente o linguisticamente. Sardegna vera.

NERIA DE GIOVANNI
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