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"La Fuoriuscita" di Giuseppe Lago, thriller psicologico sulla psicoterapia e i suoi eccessi.

07/04/2018, 12:04 | Arte e Cultura
Lo scrittore Giuseppe Lago

Psichiatra e psicoterapeuta, direttore dell'Istituto Romano di Psicoterapia Psicodinamica Integrata (IRPPI) autorizzata dal Ministero dell'Università e della Ricerca, Giuseppe Lago è uno scrittore e saggista da anni, autore di libri ma anche di numerosi articoli scientifici. Consulente per Skytg24, Tgcom e Virgin Radio, vive a Roma, dove opera come rinomato professionista. Nella scuola di specializzazione che a lui fa capo ha riversato la grande quantità di esperienze ed elaborazioni scaturite dai numerosi anni di lavoro clinico.

La sua ultima fatica è La Fuoriuscita, per la casa editrice Alpes : un thriller psicologico avvincente che affronta in modo particolarmente accurato il tema della psicoterapia e dei suoi eccessi.

Si potrà  assistere ad una presentazione del volume  il prossimo 12 APRILE alle ore 17.30 a ROMA, presso la libreria ARION di TESTACCIO, Piazza di S. M. Liberatrice 26. Oltre l'Autore, relatori per l'occasione saranno: Piero Sistopaoli, psicologo e psicoterapeuta; Stefano Cocci, giornalista  e scrittore; Chiara Scarpulla, psicologa e psicoterapeuta.

In dodici capitoli, ne La Fuoriuscita il lettore ha modo di appassionarsi ad un viaggio nel mondo delle emozioni, degli affetti, delle dinamiche interpersonali. La trama di questo romanzo conduce il lettore nelle aree cruciali di un percorso che molte persone oggi ormai praticano, o perlomeno hanno praticato nella loro vita. Lo scenario ha qualche punto di contatto con la serie tv Intreatment, ma se ne distingue per la linea narrativa che presenta una vicenda complessa e avvincente, la quale nel finale si tinge di giallo e di risvolti inaspettati.

Le caratteristiche dei personaggi emergono nella storia, scritta con sapienza da Giuseppe Lago, attraverso la loro interazione. Il filo rosso del romanzo vuole riuscire a far confrontare, nella vicenda, un metodo di psicoterapia direttivo e oracolare - ormai superato perché intriso di elementi magici - e un metodo moderno, collaborativo e riflessivo, che è fonte di conoscenza e distante mille anni luce dalla taumaturgia di certi guru.

Nel romanzo La Fuoriuscita si intrecciano così a fondo il Giuseppe Lago professionista con il Giuseppe Lago scrittore che è impossibile non domandarsi quanta esperienza tratta dal vissuto ci sia in questa finzione letteraria, e quanto invece la fiction abbia tratto la sua linfa vitale da una casistica professionale nota.

Tema attuale e moderno, prepotentemente emerso a fasi alterne dalle cronache giornalistiche del quotidiano, la parola setta richiama alla mente un luogo dantesco con pene psicologiche da scontare – a volte tremende - in cambio del miraggio di poter affidare le gioie, i pesi e le mancanze della propria vita a qualcun altro fuori da noi.

“Nessuno è libero se non è padrone di se stesso” - diceva Epitteto.

Questa non libertà,che allontana dal proprio io attraverso manipolazioni inconsapevoli esterne praticate dall’io di qualcun altro, è cio’ che Giuseppe Lago invita a rifuggire sostenendo un percorso psicoterapeutico di sostegno positivo per il bene del paziente e senza aggettivi, come ama sostenere nel suo Compendio di psicoterapia uscito qualche tempo fa, che è di fatto un saggio scientifico sulla materia, dove tenta di superare gli schemi del passato, togliendo gli steccati culturali che da troppo tempo limitano la terapia psicologica.

L’idea di un Compendio di psicoterapia nasce dall’esigenza di riorganizzare il campo controverso della psicoterapia, lasciando intravedere il disegno omogeneo di questa disciplina che, a prescindere dalle teorie, comincia a delinearsi sulla base di evidenze scientifiche ormai non trascurabili. Il professionista Lago propone nella sua vita lavorativa un percorso uniforme e condiviso per tutti gli psicoterapeuti, finalmente considerati professionisti di una pratica terapeutica non arbitraria o autoreferenziale, ma impostata secondo linee guida che emergono da ricerche inappuntabili e convalidate. Una psicoterapia, insomma, senza la gestione di appartenenze ideologiche e settarie, trasformate nel corso degli anni in paradigmi tra loro incompatibili, con il risultato della babele di indirizzi e della frammentazione in Scuole non assimilabili.

Ne La Fuoriuscita al lettore è offerto – attraverso la fiction – di conoscere un percorso narrativo all’interno del quale emergono le complesse dinamiche che si instaurano veramente tra paziente e psicoterapeuta, e che si rifanno all’esperienza psicoterapeutica e psichiatrica del medico Giuseppe Lago. L’essenza del racconto risiede nella riflessione su questa importante relazione, e di come essa possa modificare in bene o in male la vita intima e affettiva di chi si sottopone alle sedute. Attraverso le figure antitetiche dei dottori Livio Spada e Adele Lussari, Giuseppe Lago scrittore getta luce sulle differenze tra un percorso psicoanalitico incentrato sul benessere e l’equilibrio del paziente , e quello orientato a far emergere esclusivamente la personalità carismatica del terapeuta, divenuto guida spirituale e interessato solo a creare proselitismo e adorazione.

Con una prosa impeccabile, ricca di argomenti e spunti di riflessione, si alternano in La Fuoriuscita citazioni letterarie e cinematografiche con interpretazioni di tipo onirico. Il finale? Tutto da scoprire.

Giuseppe Lago dipinge con questo lavoro un ritratto estremamente attuale della fragilità umana e del bisogno di appartenere a un gruppo che possa legittimare la propria individuale esistenza; la forza oggettivamente indubbia a livello di plot del suo romanzo si nasconde nel trattare di argomenti di pertinenza psicologica senza interferire minimamente con lo scorrimento della vicenda narrata, che in realtà aumenta di pathos grazie all’abilità dell’espediente scientifico, e restituisce al lettore una vicenda appassionante, dalle tinte gialle, e dove si disvelano personaggi complessi in cui ognuno può trovare una parte di sé.

 

LISA BERNARDINI
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