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Lo sportellista senza alcuna aspirazione dello scrittore romano Romolo Giacani

Da dicembre in libreria il nuovo libro "Guido e il bandolo della matassa - storie di un postino" (Bonfirraro Ed.)

04/12/2017, 13:15 | Arte e Cultura

 

Dalla direzione generale dell'Eur all'altra parte del mondo, in Argentina. È questo quello che succede in un batter di ciglia al goffo Guido Civitani, impiegato oblomoviano delle Poste – comodo, ma non indolente, seducente ma poco fantasma.
La sua storia esploderà tra poco in libreria: edito dalla casa editrice Bonfirraro, "Guido e il bandolo della matassa – Storie di un postino" di Romolo Giacani si rivelerà il romanzo più ironico ed esilarante delle festività natalizie.

Si tratta, infatti, di una delle tante perle di qualità letteraria realizzate dalla casa editrice nel 2017, sulla quale ha deciso di puntare imprescindibilmente: tant'è che Emanuela Ersilia Abbadessa, una delle più note scrittrici del panorama nazionale, ha voluto dedicare un endorsement non indifferente: Come in un melodramma, - scrive la catanese - Giacani annoda con maestria i fili di una trama esilarante alla scoperta dei misteri familiari, presenti e passati, dell'impareggiabile postino Guido Civitani.
In copertina, invece, l'illustrazione originale della giovanissima Nadia Sgaramella.

A tessere la storia, nel vero senso della parola, visti i continui rimandi a quel filo che lega due diverse vicende tra loro distanti nel tempo e nello spazio, è Giacani, un noto professionista romano dirigente delle Poste Italiane, che - dopo una breve pausa - ritorna nel panorama editoriale con un racconto insolito, poco autobiografico (in realtà i due hanno in comune soltanto la professione), e molto ironico, schiacciando l'occhio al noto "Bartleby lo scrivano": fosse per Guido, risponderebbe sempre con un semplice "preferirei di no".

Ed era questo, un po', quello che amava pronunciare l'autore durante gli anni universitari (Giacani è laureato in Filosofia e si occupa da anni di Comunicazione e Relazioni Esterne, prima in Telecom Italia poi in Poste Italiane). Adesso, invece, se dovesse descrivere la sua vita in un libro, gli piacerebbe che la fine somigliasse a una commedia di Wodehouse e se dovesse colorarla, sicuramente la farebbe tutta biancoceleste. Se potesse, invece, mettere una musica di sottofondo, probabilmente sceglierebbe i Genesis.
Che tipo di personaggio nasce da una penna così particolare e sui generis? Guido è uno sportellista senza alcuna aspirazione, è pago di quanto ha raggiunto, non desidera un guadagno più alto, un avanzamento di carriera o, peggio, un'avventura imprevista.

La sua tranquilla vita di postino, o meglio, sportellista innamorato dei suoi clienti, sta per cambiare. Su di lui incombe infatti un trasferimento: a imporgli i cambiamenti sono sempre le donne: il suo "Boss", Patrizia Letizi, e l'inquieta sorella Claudia, soprattutto. Lui, d'altra parte, è fatto così, di fronte a una richiesta femminile, cede perché è nella sua natura farlo.
Eppure il destino, capace di annodare le matasse delle vite altrui, ha in serbo tutto ciò che lo sportellista ha sempre scrupolosamente evitato....

Con ironia e garbo, l'autore dipana una trama complessa e a tratti esilarante, di sorprese e imprevedibili rivelazioni, intessuta di arguzie sui rapporti di coppia. Impera, su tutto questo, la potenza della lirica, struggente e coinvolgente, fatta di musica e parole, di arie e intermezzi, con le voci dei protagonisti che si fondono e si alternano, di qua e di là dall'Oceano, tra l'Italia e l'Argentina lungo tutto il '900. I personaggi, come i protagonisti di un melodramma ottocentesco, agiscono su un palcoscenico in cui tutto può accadere per portare il lettore dritto verso l'inevitabile epilogo.

«Sulla figura del "postino", le arti ci tramandano molti riferimenti, pensiamo all'amico barbuto di Van Gogh o all'ancora più famoso film di Michael Radford con la grande interpretazione di Massimo Troisi – dichiara l'editore Salvo Bonfirraro – se ci fermiamo a riflettere, infatti, si tratta di una figura eroica, estremamente interessante, è il messaggero che annulla le distanze, è il tramite che lega gli opposti. Il nostro postino si colora di sfumature letterarie e contemporaneamente risulta gradevolissimo per le sue infinite gag che lo portano a somigliare a un personaggio della commedia all'italiana. Pubblicare un testo di così alto spessore non può che essere stato un onore».

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